
Dare un nome cambia davvero ciò che viviamo?
Dare un nome è l’atto primo del potere umano: vedere, riconoscere, scegliere la relazione.

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Articoli, interviste e dialoghi che ampliano la ricerca della rivista — la piazza in cui Emozioni continua a parlare fra un numero e l'altro.

Dare un nome è l’atto primo del potere umano: vedere, riconoscere, scegliere la relazione.

Ci sono conversazioni che ci allontanano e altre in cui ci sentiamo meno soli, pur restando in disaccordo. La redazione torna alle esperienze di Andrea Tripodi e Anissa Boschetti e al confronto fra Giorgio Marzocchi e Pier Luigi Lattuada per accompagnare il passaggio dal Conflitto all’Amore.

Un report, due uffici, la stessa domanda. A distanza di anni, Andrea Tripodi torna su una mattina a Kiev e su due modi diversi di esercitare un ruolo, ascoltare e lasciare spazio al disaccordo.

Giorgio Marzocchi lavora da circa quindici anni nella mediazione civile e commerciale. Pier Luigi Lattuada osserva il conflitto da una prospettiva terapeutica e transpersonale. Alcune domande sono comuni; altre seguono i loro due campi di esperienza.

Un’amica si sente esclusa. Anissa Boschetti prova a comprenderla senza rinunciare alla propria percezione. Ma quanto serve davvero fare pace?

La guerra finisce, la forza vacilla, un abbraccio lascia qualcuno fuori. Cinque opere e Tolkien interrogano ciò che resta del conflitto.

Dalla soglia all’antagonista: che cosa accade quando qualcosa rompe l’equilibrio e costringe la storia a cambiare forma?

Una prima meditazione, due palpebre che continuano a riaprirsi, una dissonanza impossibile da ignorare. Olga Corti racconta come una frase spostò l'attenzione dal problema e rese accessibile un'altra possibilità.

Sul tavolo giacevano le bozze di un volume per ragazzi, accanto ai dati necessari affinché l'opera potesse raggiungerli. Nel mezzo, due persone che tentavano, da prospettive differenti, di custodire l'essenza e lo scopo del libro; in questo sforzo, tuttavia, avevano smesso di vedersi.

Non tutto ciò che si oppone distrugge. A volte è proprio l'attrito ad aprire un passaggio: un percorso dentro la parola problema, da próblēma — ciò che si pone davanti.

Il racconto della nascita del nuovo sito, del lavoro invisibile che l'ha reso possibile e della promessa che viene prima di ogni pagina: rispondere del tempo che chi legge sceglie di affidarci.

Un pomeriggio con Marco Silvio Jäggi: il fondatore di Emozioni racconta come un progetto nato quasi per caso sia diventato uno spazio condiviso intorno alle emozioni.
Scriviamo raramente. Solo nuovi articoli e aggiornamenti dal progetto.