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Le persone dietro il progetto Emozioni

UNO SGUARDO OLTRE

Dietro Emozioni

Una rivista, un cammino e le persone che oggi ne accompagnano i passi.

DALLE ORIGINI AL PRESENTE

Ripercorrendo un cammino non lineare.

Emozioni nasce da un'intuizione, ma soprattutto da un percorso umano: quello di Marco Silvio Jäggi.

Nel tempo, attorno alla rivista si sono intrecciati vissuti, relazioni, ricerca, scrittura e nuove forme di collaborazione, fino a trasformare il progetto in uno spazio condiviso attraversato da persone molto diverse tra loro.

Questa pagina racconta come tutto è iniziato, come Emozioni si è trasformato nel tempo e chi oggi ne accompagna il cammino, con cura, responsabilità e presenza.

Le origini del progetto

Da un'intuizione a un luogo

Come tutto è iniziato

Marco Silvio Jäggi racconta che il progetto nasce quasi per ragioni pratiche: il desiderio di creare nel 2018 un piccolo spazio editoriale capace di raccogliere idee e riflessioni legate all'intelligenza emotiva e al lavoro sulle relazioni.

Ma sotto quell'intuizione iniziale esisteva già qualcosa di più profondo.

Negli anni trascorsi tra impresa, consulenza internazionale, formazione e sviluppo organizzativo, cresce progressivamente una sensibilità diversa verso ciò che accade nelle persone: conflitti, fragilità, scelte, tensioni invisibili che spesso orientano la vita molto più di quanto immaginiamo.

Da lì inizia ad aprirsi lentamente uno spazio nuovo: uno spazio capace di attraversare la complessità dell'esperienza umana, senza strategie.

Poi lentamente una domanda destinata a diventare il cuore del progetto affiora: quanto le emozioni influenzano il modo in cui viviamo, scegliamo, lavoriamo e ci relazioniamo?

Non offrire soluzioni, ma aprire porte.

Marco Silvio Jäggi

La trasformazione in luogo

Con il tempo, Emozioni ha smesso di essere soltanto una rivista. Numero dopo numero, il progetto ha iniziato a generare qualcosa di inatteso: persone che conservavano le copie, annotavano ai margini, rileggevano articoli a distanza di anni, scrivevano alla redazione o condividevano la rivista con figli, amici e colleghi. Attorno ai numeri pubblicati si sono creati dialoghi, confronti, relazioni e nuove collaborazioni.

Alcuni lettori si sono riconosciuti accolti: qualcosa risuonava profondamente nella loro esperienza. Altri hanno sentito emergere domande, tensioni o movimenti interiori inattesi, a volte scomodi. Ma proprio in questo attraversamento emotivo il progetto ha trovato progressivamente la propria identità.

Emozioni non lascia mai indifferenti.

Marco Silvio Jäggi

La carta, «a prova di lacrime» come ripete a volte Marco, è rimasta il cuore del progetto: qualcosa che viene spontaneo portare con sé, riaprire e ritrovare nei momenti giusti. Alcuni scritti colpiscono subito, altri riaffiorano a distanza di mesi, altri ancora continuano silenziosamente a lavorare dentro di noi.

Oggi attorno alla rivista continuano a svilupparsi nuovi percorsi editoriali, digitali e relazionali, mantenendo la stessa attenzione verso esperienza umana, consapevolezza e qualità delle relazioni.

Quando premo il tasto invio per mandare il documento in stamperia, mi commuovo. È come se fosse nato un altro bimbo.

Marco Silvio Jäggi

Nuove forme, nuovi linguaggi

Dietro Emozioni ci sono molte voci: lettrici e lettori, autrici e autori, sostenitori, collaboratori.

Accanto a questa comunità, alcune persone ne accompagnano la continuità operativa.

Emozioni continua così il proprio cammino attraverso il contributo di persone differenti per sensibilità, esperienza e percorso umano. Nuove persone stanno contribuendo all'evoluzione del progetto, anche attraverso l'esplorazione di percorsi digitali, e alla costruzione di nuovi modi di rendere accessibile il patrimonio editoriale e umano di Emozioni.

Marco racconta spesso di non sentirsi un custode, ma «semplicemente un viandante»: qualcuno che attraversa esperienze, raccoglie domande e prova a riportare qualcosa di utile agli altri.

Forse è anche da questa immagine che il progetto continua a evolvere: nel dialogo tra continuità e trasformazione, mantenendo viva la direzione originaria di Emozioni e aprendola, allo stesso tempo, a nuove forme, nuovi linguaggi e nuove possibilità di incontro, senza mai dimenticare la profondità umana da cui tutto è iniziato.

Marco Silvio Jäggi

Marco Silvio Jäggi

Fondatore e direttore editoriale di Emozioni

Consulente, formatore e coach su intelligenza emotiva e cambiamento, da oltre trent'anni lavora tra impresa, formazione e sviluppo umano, accompagnando persone e organizzazioni nei processi di trasformazione, nelle dinamiche relazionali e nei momenti di complessità e cambiamento.

Nel 2018 dà vita a Emozioni, progetto editoriale nato dal desiderio di creare uno spazio capace di interrogare il rapporto tra emozioni, consapevolezza e vita quotidiana. Oggi continua ad accompagnarne la direzione editoriale e culturale, contribuendo alla costruzione dei temi, dei contenuti e della visione che attraversa il progetto.

Nel suo lavoro ama definirsi «uno specchio»: qualcuno che aiuta le persone a vedere con maggiore chiarezza ciò che hanno già dentro di sé. Accanto a questa immagine, ne accompagna un'altra a cui è profondamente legato: quella del viandante curioso, che attraversa esperienze e non smette di interrogarsi e stupirsi lungo il cammino.

Ainhoa Aparicio Aldave

Ainhoa Aparicio Aldave

Sviluppo digitale e progettazione dell'esperienza utente

Ingegnere informatica e program manager, accompagna lo sviluppo digitale di Emozioni, contribuendo alla progettazione del sito, dell'esperienza utente e delle strutture tecnologiche che sostengono l'evoluzione del progetto.

Ha sviluppato un'esperienza trasversale che intreccia tecnologia, progettazione digitale, coordinamento internazionale e ricerca estetica, lavorando tra Europa e mondo blockchain in contesti ad alta innovazione. Oggi si occupa di organizzazione e sviluppo operativo di progetti tecnologici globali, con particolare attenzione ai processi collaborativi e all'esperienza delle persone.

Accanto alla dimensione tecnica coltiva da sempre una sensibilità artistica legata alla fotografia, alla musica e alla ricerca estetica. Studia violino fin dall'infanzia e porta questa sensibilità anche nel modo in cui immagina gli spazi digitali: luoghi chiari, accoglienti e capaci di lasciare respirare i contenuti.

Flavio Castelluccio

Flavio Castelluccio

Cura e coordinamento editoriale dei percorsi digitali

In Emozioni lavora alla coerenza e allo sviluppo dei percorsi digitali, tenendo insieme contenuti, struttura, linguaggio e modalità attraverso cui il progetto prende forma, si evolve e incontra il proprio pubblico e i suoi interlocutori.

Il suo è un percorso eclettico: dalla formazione in ingegneria aerospaziale ai contesti ad alta complessità tecnica, fino alla psicologia transpersonale, alla ricerca interiore e all'esplorazione del rapporto tra vissuto emotivo, corpo e trasformazione personale. Accanto al lavoro editoriale, accompagna la crescita della presenza digitale della rivista con l'intento di rendere il progetto sempre più accessibile, vivo e capace di creare connessioni significative tra persone, idee ed esperienze.

Vive questo lavoro editoriale con la sensazione che tutte le esperienze vissute in passato siano state passi necessari per approdare a un progetto in cui oggi si riconosce profondamente e che porta avanti con gratitudine.

In chiusura

«Lavorare con amore? È tessere un abito con i fili del cuore, come dovesse indossarlo il vostro amato. È costruire una casa con affetto, come dovesse abitarla il vostro amato. È spargere teneramente i semi e cogliere le messi in allegria, come dovesse mangiarne il frutto il vostro amato. È sciogliere in tutto ciò che fate il vostro soffio spirituale.»

Il lavoro è amore rivelato.

Da «Il Profeta» · Kahlil Gibran