
In molte organizzazioni la demotivazione non arriva con un crollo improvviso. Si deposita lentamente: una riunione inutile dopo l’altra, una priorità che cambia senza spiegazioni, un feedback che non arriva mai, un talento costretto a chiedere permesso per ogni dettaglio. Alla fine il clima si fa grigio. Le persone continuano a fare il loro dovere, ma con meno energia, meno iniziativa, meno voglia di contribuire. È qui che l’intelligenza emotiva smette di essere una qualità individuale e diventa una competenza organizzativa. Non serve soltanto a “gestire bene le emozioni”, ma a leggere ciò che il clima di lavoro sta dicendo, a nominare i segnali di stanchezza, frustrazione o distacco, e a…
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