
Ego: una parola che di solito associamo a vanità, egoismo, ostentazione. Ma nel numero di marzo di Emozioni voglio accendere una luce sull’altra faccia, più silenziosa e spesso più tossica: l’Ego che si inginocchia. Succede quando lo sguardo di qualcuno — magari severo, sprezzante, “moralmente” superiore — diventa la nostra bilancia. Se quella persona ci considera indegni, e noi le concediamo il potere di dirlo “sul serio”, perdiamo terreno: non stiamo più vivendo, stiamo facendo il processo a noi stessi. È un Ego contratto: non si esalta, si restringe. Ma resta Ego, perché mette l’Io al centro, ma solo come imputato. Lasciare andare non significa menefreghismo. Significa smettere di…
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