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Finché ci è dato

Il sole che si nasconde, prima dietro le nuvole, poi oltre l’orizzonte. L’oscurità che cala come un sipario inesorabile in un teatro. Meno rumore, meno voci fuori, meno voci dentro. Posso finalmente fermarmi, non seguire né inseguire, ma deporre le armi, quelle che racconto a me stesso essere solo capacità apprese dall’esperienza. Osservandole, noto che hanno tutte un mirino. Attraverso quel piccolo oblò trasparente che porta marcate le incisioni della mira vedo il mondo, ma da esso sono separato. E in quella distanza trovo un apparente conforto: l’Ego che mi coccola. L’illusione di poter veramente tenere le redini quando è il controllo a controllarmi come un cordone ombelicale attorno al collo…

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