
Ci sono cadute che fanno rumore. Non solo per il tonfo sul terreno, ma per il silenzio che lasciano dentro… Il mio incidente in bicicletta è stato uno di quei momenti che dividono la vita in un prima e un dopo. Una caduta violenta, improvvisa, che non solo ha frantumato completamente la testa del femore, ha lussato una spalla e ha danneggiato menisco e legamenti del polso, ma ha incrinato anche qualcosa di più profondo: la mia percezione della vita, il mio modo di abitarla. Per chi, come me, vive lo sport non solo come attività fisica ma come respiro quotidiano, come libertà, come identità, ritrovarsi improvvisamente immobile è un trauma che va ben oltre le ferite visibili. I quasi tre mesi con…
Read the full article
This article is part of the content reserved for Emozioni subscribers. With the Digitale or Sostenitore plan you access the editorial archive of the last 12 months, the complete digital issues and the digital collections of Emozioni.

Related articles

Il Coraggio
Le cicatrici dorate dell'anima
by Silvia Commodaro

Il Coraggio
Il coraggio di fiorire nel deserto
by Marco Silvio Jäggi

Il Coraggio
Quando la paura indica la direzione giusta
by Andrea Tripodi

Il Coraggio
Mettere dei limiti non è egoismo: è un atto di coraggio
by Mari Luz Besomi-Candolfi