
Una pressione al petto ostacola il respiro, che si fa più breve, come se volesse sfuggire al momento presente. Un senso profondo d’angoscia, ineffabile, quasi evanescente. Sospensione. Dove sono? Il dubbio si insinua, la mente lo accoglie e lo abbraccia fraternamente. Il ritmo sembra dissolversi, poi riemerge artificioso, frenetico, e percorre un sentiero grigio: non è il sentiero del cuore. Possiamo davvero definire coraggiosi — noi o un altro essere umano — e capire quando è legittimo sentirsi tali? Cos’è, in fondo, il coraggio?
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