
Comincio da una fotografia. Una bambina china, sul corpo a terra. È un’immagine del passato, eppure parla al presente: perché il Male della guerra non è una teoria, è un vuoto che si apre nelle famiglie e non si richiude più. C’è una frase che sentiamo spesso: “Non impariamo mai.” È comprensibile; il dolore sa essere cieco. Ma non è tutta la verità. In questi decenni abbiamo imparato a riconoscere il Male più in fretta, a nominarlo senza attenuanti, a documentarlo e a resistergli insieme. Oggi la coscienza collettiva è meno disposta a tollerare la morte violenta e inutile.
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