
Lisa Uffer
Lisa Uffer scrive a partire da ciò che vive, con un’attenzione rivolta alle persone e a quello che spesso rimane difficile da nominare. Nel suo sguardo convivono curiosità e contraddizioni, slanci e ripensamenti, momenti di forza e fragilità. La scrittura nasce anche da qui: dal bisogno di fermarsi su ciò che accade, per osservarlo ed esplorarlo da una prospettiva diversa.
Essere madre ha dato a questo sguardo una dimensione particolare. Nel rapporto con il figlio Lisa ritrova lo stupore della scoperta e mantiene vivo il «lato bambina»: una dimensione che sente parte di sé. Ama la natura, la montagna e gli animali, luoghi e presenze nei quali ritrova una dimensione più semplice e immediata del vivere. Ama andare in moto, un’esperienza che la riporta in modo diretto a una sensazione di libertà: quando la strada si apre davanti, i pensieri rallentano e l’attenzione torna al paesaggio, al movimento, a ciò che c’è oltre.
La scrittura è il luogo in cui prova a dare forma a questo mondo interiore. Le permette di «mettere ordine senza imprigionare»: seguire un pensiero, approfondirlo e trovare parole per emozioni e intuizioni che altrimenti potrebbero restare inespresse. Le interessa che ciò che nasce da un’esperienza personale possa essere condiviso senza perdere la propria autenticità.
La sua voce in Emozioni
In Emozioni, Lisa porta una voce intima e fortemente legata alle immagini. Il suo modo di procedere è associativo e simbolico: parte spesso da una scena, da un gesto o da un’immagine concreta e lascia che da lì il pensiero si allarghi. La metafora non è un semplice elemento stilistico, ma uno dei modi attraverso cui prova ad avvicinarsi a ciò che sente e a renderlo visibile.
La sua voce mantiene una forte presenza personale, senza cercare la distanza di chi osserva dall’esterno. Scrive entrando nell’esperienza, seguendone le sfumature e le contraddizioni. È una scrittura emotiva e diretta, che esplora significati lasciando al lettore lo spazio per una lettura personale.
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